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Esposto verso i Beni Culturali, carte in mano alla Magistratura.


12 Video delle Audizioni in Commissione Trasparenza realizzati da Alessandro Moriconi.


6 giorni fa

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6 giorni fa

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Ci teniamo a ringraziare vivamente ILoveTorpigna - Comitato di Quartiere Tor Pignattara per il supporto organizzativo che ci sta offrendo, CDCA - Centro Documentazione Conflitti Ambientali e A Sud Onlus per il supporto scientifico, organizzativo e comunicazionale. ... EspandiComprimi

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6 giorni fa

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Due anni fa, oggi, scrivevamo al Ministro della Salute Pubblica. Nessuna risposta, ne' scritta ne' fattiva. E il Parco continua a non esserciCarissima Ministra Lorenzin,
siamo abitanti, residenti, lavoratori e studenti di associazioni, comitati, sindacati, collettivi, che conformano il Coordinamento Popolare per il Parco Archeologico Centocelle – Bene Comune, e che vivono nel quadrante di Roma Est particolarmente nei Municipi 5, 6 e 7..
Ci rivolgiamo a Lei dopo aver effettuato vari incontri con gli amministratori politici e tecnici dei Municipi, di Roma Capitale, con dirigenti e funzionari della Protezione civile, dell’ARPA, VV. FF. e della Regione Lazio sul tema dell’urgente necessità di una bonifica e di un monitoraggio sugli effetti che il grave degrado del Parco Archeologico di Centocelle sta determinando alla salute pubblica oltre che all’ambiente.
Ai residenti e ai frequentatori del Parco era fin troppo evidente da anni l’entità del danno che si stava determinando sul parco. Fin dal lontano 1997, quando a seguito della cessione da parte del Demanio al Comune di Roma dell’intera area del parco, circa 128 ettari, quest’ultimo ritenne necessaria ed urgente una radicale riqualificazione dell’intera area.
Risultò, infatti, chiara la necessità di restituire a tutti i cittadini la fruibilità di un Parco con un immenso valore archeologico ed ambientale, rappresentato, il primo, da importanti vestigia di alcune ville romane, arricchite da bellissimi ed integri mosaici ed il secondo, da una delle aree verdi più estese della Capitale, un vero e proprio polmone verde nel quadrante Est.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’accensione di un fuoco, il 1 gennaio 2017, all’interno di un canalone dove tuttora esiste una stratificazione di circa una decina di metri di rifiuti vari, ancora non caratterizzati. Questo fuoco ha sprigionato fumi pieni di ogni tipo di sostanza nociva durante 45 gg. ed è stato spento solo a seguito dell’importante mobilitazione dei cittadini, sui quali è ricaduta, nei limiti delle loro prerogative e possibilità, la responsabilità di attivare le autorità competenti per spegnere il fuoco covante.
Lo spegnimento del fuoco è stato fatto, per stessa ammissione degli specialisti che vi hanno partecipato, in maniera del tutto impropria, cioè sversando su di esso qualche decina di migliaia di litri di acqua e materiali ignifughi, che hanno causato un danno ambientale supplementare, sia a nostro avviso che secondo alcuni specialisti indipendenti da noi contattati.
Tutto ciò è stato, in questo ultimo periodo, ampiamente documentato dal nostro Coordinamento Popolare con un dossier e una serie di esposti e denunce alla Magistratura, affinché s’individuino con certezza e celerità le responsabilità non solo di chi ha causato il rogo del 1 gennaio, ma anche e soprattutto del decennale perdurare dello stato di abbandono e di degrado ambientale a spese della salute pubblica.
Da una sommaria (ancora non documentata) analisi di tutti gli effetti determinati, si può riscontrare un importante incremento di alcune patologie croniche e l’insorgenza di fenomeni tumorali superiore a quella di un normale dato epidemiologico in comparazione con i dati provenienti da altre zone di Roma Capitale.
Si consideri, inoltre, che le analisi effettuate da ARPALAZIO, rilevate nei pressi della zona interessata dall’incendio, hanno riguardato esclusivamente l’aria ambiente mentre non esistono dati certi per ciò che riguarda la contaminazione della falda acquifera sia di superficie che di profondità, così come non esistono dati certi e verificabili sull’inquinamento del Parco in generale.
D’altra parte, però, già solo i cartelli della Protezione Civile che vietano la frequentazione dei luoghi posti nella zona del canalone, da dove si è sprigionato il cosiddetto fuoco covante, entrano con tutta evidenza in contraddizione con la dichiarata assenza di qualsiasi valore atipico pericoloso per la salute della cittadinanza.
Per tutto quanto detto ed in considerazione dell’immobilismo delle istituzioni di prossimità e di Roma Capitale, sempre giustificato con l’annosa e cronica mancanza di fondi e di risorse, per le competenze che coinvolgono direttamente il Suo Ministero, i cittadini richiedono un Suo interessamento urgente e auspicano di poter fornire approfondimenti su quanto detto in un incontro di cui Lei decida data e luogo più opportuni.
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1 settimana fa

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